SACCA DI SCARDOVARI, UNA MAGICA NOTTE D’ESTATE .…

Lorella De Bei, Sacca di Scardovari, 31 luglio 2017

L’idea aveva fatto capolino quella domenica mattina di inizio luglio mentre Irene, Nicoletta ed io stavamo per..correndo la tratta Porto Tolle – Sacca-Barricata Beach, il mare scintillante da una parte, valli e boschi dall’altra, sotto il sole di piena estate. Berretti in testa e zaini con le riserve d’acqua, abbiamo goduto di quell’affascinante scorcio di mondo riempiendocene gli occhi e l’animo. “Sato che belo ch’el saria g’ner chi a corre d’notte!” ho buttato lì; ma Irene, donna che non si ferma all’esclamazioni, ha iniziato subito a ponderare … Sicuramente Alberto ci avrebbe accompagnate. Breve tam-tam di messaggi e stasera è già magia … Mentre il sole langue sull’orizzonte infuocato, uno alla volta cominciamo a comparire sul lembo di terra di Marina 70, provo a contare ma perdo il filo, sembriamo una covata di anatroccoli irrequieti e ovunque ne spunta uno.. Io, Paolo, Irene, Nicoletta e poi Stefano, Angelo, e Alberto, Alessio e ancora Walter, Davide, Gianluca, Enrico, Federico, Mattia e poi Aldo, Michele, Rik, Filippo, c’è anche Daniele presidente del gruppo Avis Taglio di Po, e Massimo, Cristian e Giorgio, presidente del gruppo portotollese, che presterà il suo prezioso aiuto come guida, fotografo e…. “a rancurare i dospersi”. Posiamo in gruppo davanti all’ampia insenatura marina spennellata di viola, lontano si indovinano le palafitte di legno e le barche dei pescatori, e sul far del’imbrunire accendiamo i faretti e partiamo: uno sciame di lucine che segna il confine tra terra e mare per poi scendere verso i boschi, come un trenino lampeggiante che si perde nel buio della valle. Attraversiamo l’Oasi seguendo un sentiero calcato tra folti rovi carichi di more, salici e tamerici in fiore, ma ben presto il trenino si sfalda e mentre la locomotiva si allontana, noi donne rimaniamo il vagone di coda; Angelo accelera ma poi decide di farci da custode (e chi se non lui!). Vaghiamo a ritroso nella ricca vegetazione minacciati da orde di zanzare accostando un paio di laghetti e riguadagniamo la strada arginale mentre la vista si riapre a ventaglio sul magnifico scenario illuminato dalle stelle. Non c’è un’anima in giro ne’ un rumore, anche il vento tace e la notte è ferma ad ascoltare le nostre “ciacole” e le nostre risa e il pulsare soffuso del nostro intercedere, sotto l’intenso sguardo della luna rossa. La Sacca giace immobile, tra poche ore il semilago salato sarà invaso di pescatori intenti a raccogliere vongole, cozze e ostriche… Fra le ombre, si ricompone la pineta che assiepa Marina 70, lo storico ristorante che si erge, come a simboleggiare la pace fatta col mare, proprio nel punto in cui, il 4 novembre 1966, una violenta mareggiata ruppe l’argine invadendo le valli e gran parte del portotollese. Proseguiamo ancora e scendiamo un lungo viale accolti dall’assordante richiamo di frotte di grilli; in fondo si intravede la locomotiva in arrivo con gli altri vagoncini poco distanti, ai quali poi ci agganciamo ricomponendo il nostro trenino che giunge al capolinea. Neanche il tempo di arrivare tutti che un groviglio di gambe sforbicia verso il pontile precipitando in libertà nel mare tra schiamazzi liberatori, soffocando le urla nei tuffi, frantumando così le tremule carezze della luna. E’ il sapore di un’incoscienza ritrovata fra gli schizzi di un tuffo nel passato, un tassello di giovinezza che torna magicamente a ridare l’ebbrezza dei bagni notturni d’estate, di quella felicità schietta che invade ogni cellula del corpo, esulando dagli affanni della vita…, attimi indimenticabili in balia di quella leggerezza perduta. Un tramestio di contenitori richiama gli anatroccoli che arrivano con fare dinoccolato sotto la luce fioca dei lampioni… E’ l’ora del terzo tempo e qualcuno nel buio richiama i ritardatari.. “C’ segna tuti ? s’è andgà nissun là ?” Gli amici di Porto Tolle ci sorprendono ancora e danno prova di grande accoglienza imbandendo un anonimo muretto con un ricco buffet e, tra applausi e batticinque, scorrono bicchieri di prosecco per il brindisi finale. E’ notte fonda ormai e dobbiamo andare, dividiamo il ricco bottino, che abbiamo arraffato, di immagini e nuove sensazioni e ci dileguiamo lesti verso i nostri destini come ladri di emozioni.

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