1ª ECOMARATONA DEL SALE

Davide Ferrari, Cervia (Ra) 15 maggio

1E’ difficile classificare un’esperienza come quella vissuta in questo week end di un maggio capriccioso. Una piccola pietra miliare nella mia personale storia di podista è sicuramente stata posta in maniera salda ed irremovibile.
Ma partiamo dall’inizio, di questo fine settimana all’insegna dell’atipicità.
Non so davvero da dove cominciare per elencare le mille cose strane ed inusuali che hanno caratterizzato questa, che più che una gara è stato un “percorso” del corpo, della mente e dello spirito. Potrei cominciare dal fatto che per la prima volta nella nostra carriera di podisti, sia io che il mio amico Denis, abbiamo coinvolto le rispettive mogli, non solo nel ruolo di spettatrici passive, come era già accaduto diverse volte in passato, ma come 2attrici attive e fattive della “competizione”. Passerei poi al tipo di competizione, anzi, di evento. Questa eco-maratona del sale prevedeva, distribuiti nel tre giorni di venerdì, sabato e domenica, una serie di eventi, sportivi e non, che sono culminati nella giornata di domenica 15, con lo svolgersi concomitante di 4, dico 4, diverse gare su percorsi diversi. Una maratona di 42 km, una mezza maratona di 21, una 11 km competitiva, una camminata di 7 ed una inusuale run&bike di 25 km che è stata la gara che ci ha visto protagonisti.
3Arrivati a Cervia il giorno precedente, ci siamo concessi una serata di passeggio tra le vie del centro lungo porto canale. L’expo, a dire il vero un po’striminzito, era solo una delle tante bancarelle presenti per le strade che offrivano agli avventori ogni sorta di cianfrusaglia o di leccornia. Una cena in una ristorante di Milano Marittima ed una passeggiata digestiva tra la “movida” della nota località balneare hanno proseguito la serata del sabato, terminata con un enorme acquazzone che ci ha costretti ad avventuroso un ritorno a casa, impegnati ed evitare i fiumi di acqua che ci si riversavano addosso da ogni direzione.
Le previsioni per il giorno successivo non erano davvero incoraggianti, tutti i 5servizio meteo promettevano una pioggia insistente almeno per tutta la mattinata.
In barba a tutto ed a tutti, la riviera romagnola ci ha regalato, il mattino seguente, una meravigliosa giornata per la corsa, soleggiata ma al tempo stesso non troppo calda. Il giorno perfetto!
Un pullman ci ha portati da Cervia (luogo dove era previsto l’arrivo) sino alla chiesa di S.Apollinare in Classe, anzi un paio di km più in la a dire il vero, da lì dopo le rituali pratiche pre-gara, siamo partiti per vivere un’avventura che non avevamo idea di cosa ci riservasse.

Questo senso di ignoto, di sconosciuto, è stato il filo rosso che ha cucito assieme tutti e 27 (si, perché alla fine sono diventati 27) i chilometri che dividevano la partenza dall’arrivo.
Sconosciuto il percorso, che si rivelerà meraviglioso, tra valli e pinete, spiagge, argini e canali, che ci ha regalato un 3Sale 1susseguirsi ininterrotto di emozioni che hanno coinvolto tutti i sensi, i profumi dei tamerici, gli scorci del paesaggio, i rumori della pineta. Sconosciuti gli “avversari” che erano veramente rappresentativi delle più disparate categorie di sportivi, dalle coppie di amici entrambi malati di corsa o bici, fino alle coppie di fidanzati, dove lei o lui si è piegata al suo desiderio di provare anche questo tipo di esperienza. Sconosciuti i km percorsi o da percorrere, perché le segnalazioni chilometriche erano inesistenti.
Incognita persino la nostra reazione o quella delle nostre mogli, che mai prima si erano cimentate in un evento di questo tipo, a cavallo tra un trial ed una biciclettata, che le portasse a percorrere così tanta strada assieme a noi in sella ad una mountain bike.
Alla fine tutto è stato perfetto e si è svolto come da copione. Denis ha fatto un 6milione di fotografie, io mi sono sgolato tra risate e “dai movite!” fino al 20° chilometro quando sono passato alla mia ormai celebre modalità “insegui, raggiungi, sorpassa”. Con il cervello obnubilato dalle endorfine ed ossessionato da un tipo con la maglietta gialla che ci aveva sorpassato qualche decina di chilometri prima ho iniziato una cavalcata solitaria che pensavo fosse di 5, speravo fosse di 3 ed invece è diventata di 7 km
4Arrivato sotto il gonfiabile, dopo aver portato a termine i sorpassi che mi ero prefisso, mi ritrovo decisamente provato ed abbraccio mia moglie che mi ha sostenuto indefessa per tutto il tempo, incitandomi a non molare.
Promossa, quindi, a pieni voti questa esperienza di vita. Arriveremo sicuramente più preparati e meno disincantati alla prossima edizione che ci vedrà, per quando mi riguarda di nuovo protagonisti per i sentieri del litorale adriatico.
Arrivederci Cervia.

Let’s run4fun.

 

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