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RUNNER & MARATONA
di Denis Laurenti
 
 

Diventare runner significa una sola cosa: conoscere esattamente i propri valori sui 10.000 m. Se chiedete ad un jogger (chi corre soprattutto per la propria salute e non ha nessuna dimensione competitiva) quanto impiega a correre 10.000 m. o vi risponde che non lo sa con precisione oppure indicherà un intervallo: 45-50’, è la risposta classica. Per un runner 5’ di differenza su 10 Km sono un’enormità, potrebbe rispondervi 42’30” oppure 52’30” (se vi risponde 25’ non è un runner, è solo un bugiardo). Una tale risposta è importate perché denota un’esperienza e la volontà di capire la corsa, cosa che in genere il jogger non ha. Dalla definizione consegue che, se un jogger vuole diventare runner deve conoscere e ottimizzare le proprie prestazioni sui 10000 m. Non ha pregio correrli per poter dire “io corro 10 km in 44’”, perché quell’unica esperienza non è detto che sia significativa. Occorre che l’atleta abbia l’esperienza necessaria per capire cosa vuol dire (per lui) correre la distanza in 44’ o in 43’: quanto “sangue” gli costa quel minuto in meno. Il jogger che ha appena scoperto al dimensione agonistica, non ha un’esperienza tale da poter esordire in maratona perciò è vivamente consigliato a passare per la mezza maratona, vediamo i motivi:
- avere un test più attendibile per valutare la propria attitudine metabolica alle lunghe distanze
- poter stimare con sufficiente precisione il tempo della maratona
- verificare se meccanicamente si è adatti alla maratona.
Il maratoneta non è l’atleta che ha corso UNA maratona; è l’atleta che corre prevalentemente maratone, con qualche escursione sulla mezza e occasionalmente su gare di 10 km. Non può pertanto definirsi maratoneta l’amatore che corre una o due maratone all’anno.
Un fattore importante per un runner è l’età poiché nel 90% dei casi la sua vita atletica si interrompe per problemi di natura ortopedica. Questo dato è ulteriormente confermato se è un runner che corre prevalentemente maratone.
Inoltre le prestazioni di un maratoneta dipendono strettamente dal suo peso. Portarsi per 42 km dei chili superflui, oltre ad appesantire il tempo totale, facilita le crisi che possono bloccare definitivamente l’atleta. Un Kg di peso corrisponde a diversi minuti (da 2 a 4) sul tempo finale ed è pertanto fondamentale che il runner conosca il suo peso forma, è quindi importante sottolineare che un eccesso di peso:
- fa andare più piano
- predispone agli infortuni
- consente di gestire meno bene le crisi.
Ci conforta comunque che solo il 10% di chi corre le maratone ha un peso corretto.
Concludento si può dire che il fisico di un runner è pronto per la maratona quando riesce a correrla senza problemi prima (sopportare bene gli allenamenti), durante (finire la prova) e dopo (senza postumi).

 

 

 
 
 
 
             
         
                                     
     
                                     
     
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