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PROGRAMMARE
LA STAGIONE |
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LA
NECESSITA' DI PROGRAMMARSI
Sia l' atleta agonista
che l' amatore si trovano nella necessità di dover
programmare la propria stagione podistica. Se per professionisti
ed amatori di buon livello è normale finalizzare l'
allenamento al raggiungimento di buoni risultati in alcune
gare già prefissate, avvalendosi dell 'aiuto di allenatori
o tecnici competenti, per gran parte degli amatori questa
esigenza è meno sentita visto che si tende a gareggiare
quasi tutte le domeniche dell' anno. Ma se analizziamo questa
tendenza del mondo amatoriale ci accorgiamo (anche in prima
persona) che, nonostante la preparazione settimanale rimanga,
a grandi linee, sempre la stessa, ci sono dei periodi dove
si va proprio forte ed altri dove si fatica, invece, molto
nel raggiungere risultati discreti. Proprio per il fatto che
è normale che non si possa essere al massimo della
condizione per 12 mesi all' anno, la programmazione sembra
lo strumento ideale che l' amatore può adoperare per
migliorarsi ulteriormente, a patto che sia personalizzata
e che sviluppi tutte le qualità che servono nella corsa.
PERSONALIZZAZIONE: non esistono tabelle preconfezionate magiche
nè allenamenti speciali, ma ognuno dovrebbe sviluppare
la capacità di conoscere al meglio il proprio organismo:
cosa che sembra difficile da raggiungere, ma che sicuramente
si affina con gli anni e con la volontà di dedicare
un po' di tempo alla rilettura del proprio diario podistico
e delle proprie sensazioni per capire quali sono i propri
punti deboli e cercare di migliorarli. Iniziamo ora a parlare
della stesura del programma vero e proprio che divideremo,
per comodità, in quattro fasi.
IL PRIMO PERIODO:
è la parte del programma che dedicheremo alla costruzione
delle nostre capacità di "resistenza", arrivando
a correre abbastanza a lungo, anche se non a velocità
elevate. Inoltre è il momento giusto per dedicare una
certa attenzione al potenziamento muscolare, con esercizi
specifici o meglio ancora, per chi ha delle carenze di forza
muscolare, dedicando un paio di sedute settimanali alla palestra,
con esercizi senza carico eccessivo ma con numerose ripetizioni.
Questo primo periodo parte, di solito al termine dell' anno
ma può partire anche dopo la fine degli impegni agonistici
o una serie di maratone. Deve essere preceduto da un periodo
di riposo assoluto (un paio di settimane al massimo) o attivo
(un mese al massimo) dedicandosi, senza eccessivo impegno,
ad altri sport. Un fattore che si considera sempre poco è
il lavoro che si svolge: c'è molta differenza tra chi
può allenarsi nel pomeriggio e chi svolge un impiego
pesante o di molte ore ed è obbligato ad allenarsi
di sera, anche tardi. In quest' ultimo caso è bene
prestare particolare attenzione al recupero degli allenamenti
pesanti e svolgere le sedute più impegnative nel week-end,
quando si ha, generalmente, più tempo libero a disposizione.
Un altro fattore che dobbiamo considerare
nella valutazione del programma è la gradualità
con la quale si affrontano impegni via via crescenti. Per
semplificare ricordiamo uno degli errori tipici del podista/amatore
che prepara la maratona: 3 allenamenti durante la settimana
dai 10 ai 15 km per poi "spararsi" un lungo di 30
km ed oltre nel fine settimana. Tante volte questa è
una scelta obbligata per riuscire a terminare la gara, ma
consideriamo i problemi che può trovare il nostro organismo
nell 'affrontare e recuperare una distanza che è doppia
(o tripla!) rispetto a quella corsa abitualmente. Sarebbe
ideale, proprio per abituarsi gradualmente, aumentare le sedute
settimanali e diminuire il "lungo", pur mantenendo
lo stesso numero di chilometri corsi settimanalmente.
Proponiamo, di seguito una tabella bisettimanale,
per una prima fase che può variare dalle 6 alle 10settimane
(a seconda del livello di forma del singolo atleta): l' ideale
sarebbe correre la corsa lenta su terreno collinare o con
parecchi saliscendi, proprio per cercare un potenziamento
"naturale" degli arti inferiori. Consigliamo di
correre senza l' assillo del cronometro e su terreni non asfaltati.
Se proprio avete intenzione di partecipare a qualche gara
podistica (è difficile dire no agli amici e alla propria
società....) è il momento buono per partecipare
senza l' assillo del risultato, ma considerando la competizione
come un buon allenamento. E' sempre consigliabile fare un
po' di riscaldamento prima degli allenamenti e noterete che
ci sono delle sedute con ripetute brevi, in salita o allunghi
al termine dell' allenamento. Servono per non far "scadere"
troppo l' azione di corsa e mantenere la muscolatura allenata
ai ritmi veloci. I chilometraggi delle sedute vanno aumentati
gradualmente con il passare delle settimane. |
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| 1°
PERIODO |
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SETTI. |
GIORNO 1 |
GIORNO
2 |
GIORNO
3 |
GIORNO 4 |
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10'
riscaldamento + km. 13/16 corsa lenta (event. su terreno collinare) |
20'
riscaldamento + 10/15 x 60-80 mt scatti in salita + 2/4 km
corsa media |
10'
riscaldamento + km 13/16 corsa lenta |
km
18/23 corsa lenta (event. su terreno collinare) |
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10'
riscaldamento + km 13/16 corsa lenta + 10/15 allunghi finali
(in scioltezza) |
20'
riscaldamento + 10/12 x 300-400mt. recupero 2' oppure 4 x
1000 rec. 5' |
10'
riscaldamento + km 5/7 corsa lenta , km 4/6 corsa media, km
2/3 corsa veloce |
km.
20/25 corsa lenta (event. su terreno collinare) |
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IL SECONDO
PERIODO: in questa parte del programma, si cerca di trasformare
il lavoro di resistenza e di "quantità" (senza
abbandonarlo) in un lavoro di "qualità": con
dei lavori più impegnati e veloci si cerca di migliorare
l' apparato cardio-vascolare e la propria soglia anaerobica
(corrispondente al momento in cui i muscoli non riescono più
a smaltire l'acido lattico prodotto). Si può correre
in gara (meglio se una volta ogni due settimane) iniziando a
"tirare" per ritrovare freschezza muscolare. Si deve
arrivare alla fine di questo periodo, che varia sempre dalle
6 alle 10 settimane (questa volta pensando al tipo di gara a
cui ci si intende preparare meglio) con l' obiettivo di riuscire
a percorrere un buon numero di chilometri, non solo a ritmo
lento ma anche a ritmo medio. Gli allenamenti con prove veloci
non vanno ancora corsi al massimo delle proprie capacità,
ma facendo attenzione soprattutto a correre con facilità
e scioltezza e a rispettare il numero delle ripetizioni e il
relativo recupero. Il riscaldamento prima delle prove veloci
è sempre obbligatorio. Le tabelle che proponiamo si sviluppano
su quattro settimane, da ripetersi due volte, con chilometraggi
e prove che si incrementano nella seconda parte. |
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| 2°
PERIODO |
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SETT. |
GIORNO 1 |
GIORNO
2 |
GIORNO
3 |
GIORNO 4 |
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km
15 corsa lenta + 5 allunghi |
20'
riscaldamento + 5 x 1000 recupero 4' |
km.
7 corsa lenta + km 6 corsa media |
km
20/25 corsa lenta con progressione finale |
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15'
riscaldamento + 15 x 80mt scatti in salita, rec. corsa lenta
+ 10 allunghi facili |
km 15 corsa
lenta |
20' riscaldamento
+ 3/4 x 2000 rec. 6' |
km
15 corsa media o gara |
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km
14 corsa lenta |
20'
riscaldamento + 10 x 300mt rec.2' |
km
5 corsa lenta + km 4 corsa media + km 2 corsa veloce |
km
22/27 corsa lenta con progressione finale |
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10'
riscaldamento + km 7/8 corsa media + km 3/4 corsa veloce |
20'
riscaldamento + 5/6 x 1000 recupero 4' |
km
13 corsa lenta |
km
15 corsa media o gara |
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IL TERZO PERIODO:
è la parte del programma che dedicheremo alla messa in
forma prima di affrontare la preparazione specifica al tipo
di gare alle quali puntare maggiormente (cross, maratone, 10
km, ecc). Si deve arrivare ad un miglioramento della propria
soglia aerobica e della propria potenza aerobica. I chilometri
di fondo lento diminuiscono sensibilmente ed aumentano le prove
ripetute. Proprio per affrontare al meglio questo tipo di sedute
bisognerebbe aver deciso già la tipologia di gare da
affrontare al meglio: per chi si dedicherà alle gare
corte ci sarà più spazio per ripetute brevi e
recuperi limitati, mentre per intende correre la maratona, le
prove veloci dovranno raggiungere qualche chilometro ma con
recuperi più lunghi. La durata deve essere di circa 4
settimane e consigliamo sempre di effettuare una gara ogni due
fine settimana: l' altro fine settimana deve essere dedicato
al mantenimento della resistenza con un certo numero di chilometri.
Proponiamo, di seguito, una tabella che si sviluppa su due settimane,
da ripetere due volte, sempre con prove e chilometri proposti
con un numero minimo e massimo. |
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| 3°
PERIODO |
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SETT. |
GIORNO 1 |
GIORNO
2 |
GIORNO
3 |
GIORNO 4 |
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20'
riscaldamento + 5 x 300mt recupero 1' + 5 x 400mt. recupero
1'30'' |
km
5 corsa lenta + km 4 corsa media + km 3 corsa veloce |
20'
riscaldamento + 5 x 1km recupero 1km oppure 3 x 2km recupero
1,5 km |
km
18 corsa lenta, gli ultimi 5 in progressione |
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km
13 corsa lenta |
20'
riscaldamento + 4 x 2km recupero 2km oppure 3 x 3km recupero
2km |
km
6 corsa lenta + km 4 corsa media |
Gara |
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ALCUNE PRECISAZIONI:
non abbiamo indicato le velocità a cui percorrere gli
allenamenti: ognuno dovrebbe ricavare la propria velocità
di riferimento, che dovrebbe essere uguale alla media al km
ricavata da una gara (recente) o un allenamento "tirato"
di 10/12 km. Da questa velocità si ricavano le altre:
alla corsa lenta devono essere aggiunti 45'' (50''/60'' per
i "lunghissimi"), alla corsa media 20''/25'' , alle
ripetute tra i 1000 e i 3000 mt 5''/10'', mentre le ripetute
brevi, inferiori a 1000 mt vanno corse togliendo 5''. L' utilizzo
del cardiofrequenzimetro può dare indicazioni ancor
più precise e personalizzate rispetto ai tempi: indispensabile
è conoscere, a questo scopo, la propria frequenza cardiaca
massima. Il consiglio che vi diamo è quello di non
calcolarla con metodi empirici, ma di farsela rilevare dal
medico durante l' annuale visita di idoneità agonistica
(fatela sempre!). Da questa frequenza, con pochi calcoli,
si ricavano le altre da tenere durante le varie andature:
la corsa lenta va' corsa all'80% della frequenza massima,
la corsa media all' 85%, le ripetute di 2 e 3 km al 90%, le
ripetute di 1 km al 93% e le ripetute fino ai 500 mt. al 95%.
Ripetiamo che le tabelle servono solo come spunto per una
preparazione che deve essere, forzatamente, personale.
IL POTENZIAMENTO MUSCOLARE:
abbiamo già detto della necessità
di inserire, specialmente nei primi due periodi, allenamenti
che possano incrementare la potenza muscolare. Questo potenziamento
diventa indispensabile per gli atleti che corrono più
di una maratona all' anno (e non sono pochi) ed è possibile
inserirlo nella preparazione durante tutto l' anno a patto
che sia distante dalle competizioni. In alternativa alla palestra
consigliamo una settimana tipo da inserire o alternare ogni
tre/quattro settimane dei primi due periodi. Trovate una salita
di 60/100 mt. da utilizzare per gli scatti brevi: per chi
non può disporre di salite di qualche km, consigliamo
di fare l' allenamento di corsa media in salita su un terreno
naturale o con saliscendi (come, ad esempio un tratto arginale).
Bisogna disporre di scarpe ben ammortizzate e con una buona
intersuola: vivamente consigliato il riscaldamento prima delle
prove , come pure alcuni esercizi di stretching al termine
delle stesse. Importante è il recupero tra uno scatto
in salita e l' altro: bisogna ritornare al punto di partenza
al passo o correndo piano e con passi corti: ricordiamo che
si creano più problemi muscolari con la discesa che
con la salita. Le salite possono essere, inoltre, il modo
per migliorare il nostro stile di corsa. Nelle prove ripetute
proviamo a correre senza allungare troppo la falcata ed aiutandoci
con le braccia: in questo modo si imparerà a "spingere"
molto di più con i piedi. Gli allunghi in scioltezza
al termine delle salite servono per "scaricare"
la muscolatura delle gambe. |
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| IL
POTENZIAMENTO |
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SETT. |
GIORNO 1 |
GIORNO
2 |
GIORNO
3 |
GIORNO 4 |
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20'
riscaldamento + 10/15 scatti x 80/100mt in salita + 5 allunghi |
km
12/14 corsa lenta |
15'
riscald. + km 4 corsa media in salita o saliscendi continuo
+ 5 allunghi |
km
21/25 corsa lenta, meglio su percorso collinare |
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