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42 km: PERCHE' MARATONA?
di Denis Laurenti
 
 

Maratona: per un runner l’appuntamento più rinomato,
suggestivo, seguito e sudato della propria vita gonistica.
Il termine maratona viene utilizzato anche nel linguaggio comune ad indicare un impegno che si prevede lungo ed altamente impegnativo.

Il nome trae origine da un episodio citato dallo storico Erodoto, in cui Filippide, un soldato greco, corse dalla città di Maratona ad Atene, per annunciare che i persiani erano stati sconfitti, morendo poco dopo stremato dalla fatica.

Questo episodio va inserito nel contesto di una guerra tra persiani e greci, con i primi sbarcati sulle coste greche al capo di un esercito impressionante, ed i secondi a controllarli nell'attesa di ricevere rinforzi dalla vicina Sparta.
Filippide era un "emerodromo" ( uomini spesso nei ranghi dell’esercito appositamente preparati per potere percorrere a piedi in corsa anche più di 200 km al giorno con la funzione di messaggeri).
Filippide fu mandato alcuni giorni prima della battaglia a Sparta allo scopo di ottenere aiuto dagli stessi.
Si stima secondo le parole di Erodoto che questo atleta del passato percorse più di 250 km in due giorni all’andata e altrettanti poi per il ritorno sul luogo della battaglia con la risposta negativa degli spartani.
A quel punto nonostante l'assenza dei guerrieri di Sparta gli ateniesi decisero di ingaggiare il combattimento lo stesso riportando una vittoria a quel punto inattesa.
Immediatamente alla fine del conflitto Filippide corse fino ad Atene, per 42 chilometri morendo nei pressi dell'Acropoli, probabilmente per la fatica, dopo avere annunciato la vittoria al consiglio.

In ricordo di questo evento la gara di maratona è stata inserita nell'olimpiade moderna svoltasi per la prima volta nel 1896 ad Atene; la distanza di 42 km fu decisa dopo aver calcolato con strumenti moderni la distanza che aveva n ricordo di questo evento la gara di maratona è stata inserita nell'olimpiade moderna svoltasi per la prima volta nel 1896 ad Atene; la distanza di 42 km fu decisa dopo aver calcolato con strumenti moderni la distanza che aveva percorso Filippide, più precisamente lungo il percorso che va dal ponte di Maratona allo stadio Panathinaiko.
L'idea di organizzare la gara venne a Michel Bréal, che voleva inserire l'evento nel programma della prima Olimpiade moderna, svoltasi ad Atene nel 1896.
Questa idea venne fortemente appoggiata da Pierre de Coubertin, il fondatore dei moderni Giochi Olimpici, così come dai greci.
Questi ultimi organizzarono una gara di selezione per la maratona olimpica, che venne vinta da Charilaos Vasilakos con il tempo di 3 ore e 18 minuti.
Spiridon Louis giunse quinto in questa gara, ma vinse quella olimpica con il tempo di 2 ore, 58 minuti e 50 secondi, comprensivi di una pausa per bere un bicchiere di vino in un'osteria lungo il tragitto.

Sembra che i finali 195 metri vennero aggiunti più di un decennio dopo alla maratona di Londra allo scopo di far finire la maratona inglese di fronte al parco reale dello stadio di Windsor. La distanza fissa di 42,195 km venne adottata nel 1921 dalla Federazione mondiale di atletica come distanza ufficiale della maratona.

I record del mondo nella maratona sono riconosciuti ufficialmente dalla IAAF solo dal 1° gennaio 2004; in precedenza si parlava invece di "miglior prestazione mondiale".
Affinché un record possa essere omologato il tracciato deve rispettare gli standard stabiliti dalla stessa IAAF. Ad ogni modo, i tracciati della maratona possono variare molto come dislivello, percorso e superficie, rendendo impossibile una comparazione diretta.
Normalmente i tempi migliori vengono ottenuti su tracciati relativamente pianeggianti, posti vicino al livello del mare, con buone condizioni climatiche e con l'aiuto di atleti che impostano subito il ritmo della gara.

Il record del mondo della maratona maschile è di 2 ore 4 minuti e 26 secondi, stabilito nella Maratona di Berlino da Haile Gebrselassie, il 30 settembre 2007, un tempo inferiore di 21 minuti e 13 secondi rispetto al 1947.
Il record del mondo femminile appartiene a Paula Radcliffe, che lo stabilito nella Maratona di Londra il 13 aprile 2003, col tempo di 2 ore 15 minuti e 25 secondi.

 

 

 
 
 
 
             
         
                                     
     
                                     
     
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