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Per doppiare
in maratona è bene rispettare alcuni principi fisiologici
e non pensare che percorrere i 42,195 chilometri sia un gioco.
Anche se si corre a ritmo lento, il trauma che le fibre muscolari
subiscono ad ogni impatto con il terreno (15 mila impatti
circa per gamba) è elevato. Lo testimoniano i valori
elevati dell’enzima creatinfosochinasi (CPK) e le foto
di alcune biopsie muscolari fatte ai maratoneti dopo aver
corso i 42,195km. La rabdomiolisi (rottura delle fibre muscolari
in seguito al lavoro eccentrico del muscolo) è molto
marcata nei giorni immediatamente successivi alla maratona
(il mal di gambe lo testimonia), e richiede alcuni giorni
(15-20) perché sia ripristinata. E’ quindi illogico,
anche se non impossibile, correre un’altra maratona
2-3 settimane dopo una precedente. E’ consigliato far
passare circa un mese tra le due maratone, proprio per consentire
all’organismo di riparare il danno muscolare subito
nella prima, oltre a ripristinare l’equilibrio funzionale
di altri apparati sollecitati nello sforzo.
La prima settimana post gara è dedicata essenzialmente
al recupero e alla rigenerazione dello sforzo fisico appena
svolto. Ci si limiterà solamente a sedute di corsa
a ritmo blando, la cui unica finalità è di sciogliere
e rilassare i muscoli delle gambe. Si deve quindi correre
ad andatura tranquilla, preferendo percorsi pianeggianti e
dal fondo morbido e soffice (erba).
Solamente verso la metà della seconda settimana si
può iniziare a fare qualche seduta leggermente stimolata;
mi riferisco al fatto d’inserire, oppure concludere,
l’allenamento con qualche facile allungo, o cambio di
ritmo. A quindici giorni dalla maratona corsa, e due settimane
prima di quella che si andrà a correre, si può
sostenere una seduta di corsa lunga lenta. Non è in
ogni caso necessario percorrere tanti chilometri; è
sufficiente stare attorno alla trentina per aver così
uno stimolo allenante significativo, ma allo stesso tempo
non eccessivamente affaticante. Bisogna tenere presente che
l’organismo tiene in “memoria” per lunghi
tempi gli stimoli caratterizzati da lavoro prolungato. La
maratona da poco corsa rappresenta, quindi, già di
per se un buon “investimento” chilometrico allenante
che dev’essere semplicemente richiamato proprio con
una seduta non eccessivamente lunga.
Nella terza settimana si devono collocare altri due stimoli
allenanti specifici: mi riferisco ad una seduta di richiamo
della resistenza a ritmo gara, ed un allenamento di capacità
aerobica per sollecitare il meccanismo della potenza aerobica.
In pratica si deve svolgere una seduta di ripetute lunghe
ed una a ritmo maratona.
La quarta settimana è invece quella che precede la
maratona, e va quindi affrontata con delicatezza; è
sufficiente svolgere, martedì o mercoledì, un
allenamento di mezzo carico per essere di nuovo pronti ad
affrontare un’altra maratona.
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la Maratona
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