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Numerosi
studi testimoniano come correre una maratona provochi all’interno
dei muscoli dei cosiddetti “microtraumi”. Usando
un linguaggio più semplice è giusto sapere che
durante la corsa e durante la corsa di maratone ed ancora
di più nelle ultramaratone i muscoli subiscono delle
piccole rotture. Questo tipo di rotture dipendono anche, ma
non solo, dal modo in cui il podista corre e dal tipo di tracciato
della maratona. Chi ha un’azione di corsa molto saltata
verso l’alto sarà soggetto ai microtraumi, molto
di più di chi avrà una corsa più radente.
Una maratona corsa su percorsi con frequenti saliscendi provocherà
più microtraumi rispetto ad una maratona che ha un
tracciato pressoché piatto. É mia intenzione,
questa volta darvi alcune indicazioni di carattere più
pratico, riservandomi poi in seguito di scrivere qualcosa
di più scientifico relativo al perché e come
avvengono i microtraumi.
In questi anni con si ha avuto modo di verificare
che il miglior modo per recuperare dopo una maratona è
quello di “non correre”. Ciò non significa,
sia chiaro, che dopo la maratona dovrete starvene a letto
seduti ad oziare, non sia mai. Il giorno dopo la maratona
avrete tre opzioni.
a) La migliore. Un’oretta di bici sarà per voi
un autentico toccasana. Dovrete pedalare con facilità
con rapporti molto leggeri. Se non avete la possibilità
di poter pedalare all’aria aperta optate per la cyclette,
attenti ho detto cyclette non bici da spinning. Andate in
bici tutti i giorni e se non potete, a giorni alterni. Quando
poi verso il sabato o la domenica successiva alla maratona
comincerete a sentirvi ok sia organicamente, sia di gambe
allora potrete ricominciare a correre la classica mezz’oretta.
Lo so dopo la maratona vi sentirete dei leoni, avrete voglia
di strafare, di ributtarvi nella mischia. Calma. La grande
quantità di beta endorfine che avete prodotto durante
la maratona possono farvi trascurare le vostre reali condizioni.
b) L’alternativa alla bici sono delle passeggiate. Camminate
un’oretta con la stessa scansione indicata per la bici.
Se non potrete o vorrete camminare fuori allora usate il tappeto.
Camminate a pendenza 1%, non in pianura per evitare l’effetto
discesa causato dalla strada che corre sotto di voi e da voi
che correte sulla strada. Dovrete dar modo alle vostre gambe
di muoversi senza stress.
c) L’acqua. Qualche bella rilassante nuotata, un po’
di cammino in acqua alta (mettetevi un giubbotto galleggiante
o in alternativa spostatevi a fare “il dopo maratona”
ai Carabi) vi farà sentire tonici e rilassati.
Inoltre la settimana dopo la maratona è il momento
dello stretching, da eseguire in forma molto soft, senza mai
avvertire dolore, ma una leggera sensazione di allungamento,
starete molto meglio.
Ricominciamo. La seconda settimana dopo la maratona dovrà
essere dedicate al recupero della corsa “sciolta”.
I dolori e gli irrigidimenti dovrebbero essere ormai un ricordo.
Dovrete quindi correre dai 40 ai 50’ ad andatura lenta.
L’importante sarà però dare molto spazio
agli allunghi. Al termine della corsa sceglietevi un tratto
di 80-100 metri correte in scioltezza e decontrazione ad una
velocità che dovrà essere di poco superiore
a quelle del ritmo di una breve. Al termine di ogni allungo
dovrete camminare o meglio correre lentamente (in surplace)
per un tratto della stressa lunghezza. Potrete andare 50 metri
avanti e poi 50 metri indietro. Esempio se voi correte una
breve a 5’ ovvero 30” ogni 100 metri. L’allungo
dovrà essere corso a 27-28” circa ogni 100 metri
recuperando 60-90” fra un allungo e l’altro. Il
numero di allunghi potrà variare da un minimo di 5
ad un massimo di 15. In questa settimana potrete anche correre
solo 40’ e fare una decina di allunghi, sarà
un ottimo allenamento. Mi raccomando correte in scioltezza
e decontrazione e soprattutto non fate “scatti”.
In questa settimana potrete anche ricominciare ad andare in
palestra o comunque a fare esercizi di tonificazione generale.
Vi saranno molto utili.
La nuova preparazione. A questo punto sono già passate
due settimane da quando avete corso la maratona ed è
giunto il momento di fare sul serio, ovvero di cominciare
a creare i presupposti per iniziare poi una nuova preparazione
specifica per una maratona. Nelle prossime settimane cercate
quindi di “mettere forza” nelle vostre gambe.
Iniziate a correre su percorsi con saliscendi, magari accelerando
nell’ultima parte delle salite e nella prima della discese
cominciate ad aumentare un po’ l’andatura. Se
non avete la possibilità di fare salite e discese fatevi
qualche rampa di scale di corsa, sentirete i muscoli delle
gambe molto forti. Durante questo periodo usate anche qualche
mezzo alternativo, uscite in bici, fate un po’ di trekking,
o qualche circuit training in palestra. Il trademid potrà
essere molto utile per correre in salita in sostituzione del
saliscendi. Non percorrete salite con pendenze superiori all’8%.
Una volta alla settimana potrete inserire, durante il vostro
allenamento, delle variazioni di ritmo di lunghezza variabile
dai 40” ai 3’. Il ritmo dovrà essere quello
della CRLI (corsa respirazione leggermente impegnata). Il
recupero sarà progressivamente più lungo in
relazione alla lunghezza della prova e varierà dai
90” adatti alla prova di 40” fino ai 5’
adatti alla prova di 3’. Il recupero dovrà essere
eseguito a ritmo lento ovvero della CRF.
Non dico ogni domenica, ma ogni tanto vedo bene la partecipazione
a qualche breve o brevissima.
Durante la settimana, quando inizieranno, partecipate pure
alle notturne da vivere come allenamento e non con eccessivo
spirito agonistico. Ogni 20-30 giorni circa fare una ventina
di chilometri non vi farà affatto male. La preparazione
per prossima maratona inizierà 12 settimane prima,
ma se siete esperti potranno essere sufficienti anche 10 settimane
prima, quindi regolatevi di conseguenza.
Buon divertimento
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