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Noale
(Ve) domenica 13 febbraio 2011
Le domeniche invernali cerco di partecipare
ad una corsa campestre e, se la FIDAL non offre gare di questo tipo,
mi do da fare per potermi dedicare comunque ad una specialità
che tanto mi piace. Infatti domenica 13 il panorama podistico ha
presentato la seconda prova regionale di cross del CSI Veneto, in
programma a Noale sul consueto tracciato ricavato presso gli impianti
sportivi di via De Pol.
A commento della manifestazione parto da considerazioni
generali: ribadisco la questione, già sollevata, del rapporto
fra atleti master e FIDAL, ultimamente protagonista di decisioni
unilaterali non precisamente condivise e condivisibili da parte
del movimento amatoriale. Partecipare alla gara di Noale è
stato quindi un’occasione per verificare come un ente di promozione
sportiva (il CSI, appunto) possa organizzare e condurre in porto
una manifestazione di un certo impegno (alla fine, oltre 600 atleti/e
dalle categorie esordienti fino ai veterani) e confrontare le risultanze.
Sinteticamente: tassa iscrizione 1 euro, che dava diritto a mezzo
litro di bevanda isotonica ; premiazioni non inferiori a quelli
FIDAL, anche se le categorie raggruppano intervalli di età
maggiori; ristoro semplice ma abbondante; buona gestione di iscrizioni,
cronometraggio e classifiche con sistema chip. A mio modo di vedere
tutto si è svolto senza rimpianti per l’organizzazione
FIDAL che viceversa, come già segnalato in altre occasioni,
pretende parecchio dai master, soprattutto in termini economici.
Tornando alla corsa vera e propria, questa si è
svolta su un terreno ottimo, morbido ma non allentato e tale da
consentire a qualcuno di gareggiare anche senza calzature chiodate.
Di seguito un sintetico riassunto dei principali risultati delle
categorie seniores amatori e veterani, provenienti principalmente
dalla provincia di Vicenza, ma con significative presenze, soprattutto
qualitative, di società trevigiane, bellunesi e veronesi.
Si sono visti parecchi top runner regionali master, anche se impegnati
con altre maglie rispetto a quelle con cui siamo abituati a conoscerli.
Citiamo pertanto Fregona che ha dominato la propria serie su Ipino
e Bagnara fra gli amatori, così come Rappo, che si è
imposto con autorità fra i veterani su Passuello e Ritunnano.
Fra le donne master, Fedeli ha regolato Scorzato e Buzzacchero.
Di valore anche il podio dei seniores maschili (bella vittoria di
Zordan su Bobbato e Piubelli) e femminili (ottima la Smiderle su
Tessaro e Darra).
Sempre per quanto riguarda le manifestazioni condotte non
sotto l’egida FIDAL, ricordiamo che fra marzo e aprile in
Veneto verranno disputati i campionati italiani di cross Libertas
(a Piombino Dese) e CSI (a Tezze sul Brenta), ulteriori occasioni
per mettere alla prova questi enti di promozione sportiva in impegnative
organizzazioni a livello nazionale. Non so dire se enti di questo
tipo (mi viene in mente anche UISP), ottimi come “attività
parallela” possano essere una valida alternativa per il movimento
master, dato la loro dislocazione scarsamente omogenea sul territorio
italiano. Certamente va ridiscussa la collocazione degli amatori
nell’ambito della FIDAL, anche alla luce del rilevante peso
percentuale (ed economico) da essi rappresentato, senza che ci sia
un’adeguata contropartita di attenzioni da parte della federazione
stessa.
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