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Una riflessione è necessaria sul “fenomeno
maratona” visto che il numero degli italiani che hanno corso
almeno una maratona nell’arco dell’anno sono stati oltre
31.000 (secondo le statistiche raccolte dal mensile specializzato
“Correre”), numero cresciuto di oltre 10.000 unità
negli ultimi dieci anni. E se queste cifre fanno impressione, sono
addirittura più che raddoppiate in Francia o triplicate in
Germania per non parlare degli Stati Uniti che offre un numero di
maratoneti da capogiro.... Questo per dire che il numero dei praticanti
solo per questa singola disciplina (tra l’altro in continuo
aumento....) vale bene un analisi più approfondita di questo
mondo. Innanzitutto dove nasce la maratona? I più esperti
lo sapranno (è storia..) ma è sempre simpatico sapere
come si è arrivati alla singolare distanza dei canonici 42
chilometri e 195 metri (e sì, bisogna fare anche questi!)
della maratona. Gara che è stata proposta nei primi Giochi
Olimpici dell’era moderna di Atene del 1896, per ricordare
un evento storico accaduto nel 490 a.C., anche se al riguardo ci
sono varie tesi e parecchio discordanti tra di loro. Pare che (il
condizionale è d’obbligo...) tale Filippide, un messaggero
dell’esercito ateniese, tornò dalla piana di Maratona
per annunciare la vittoria del proprio popolo sull’esercito
Persiano, correndo da questa località ad Atene per poi morire
di fatica. Al di là del dubbio della reale morte del messaggero
(atleti abituati a coprire distanze ben superiori ai 40 km....),
questa vicenda ha sempre avuto un alone di leggenda che si è
tramandato fino ai giorni nostri. Proprio alle Olimpiadi la maratona
deve la sua fortuna ma ha anche contributo ad aumentarne la notorietà:
l’episodio olimpico più noto e celebrato, a detta di
tutti gli esperti e gli appassionati, è proprio l’arrivo
tragico della maratona delle Olimpiadi di Londra del 1908 del nostro
Dorando Pietri. E proprio in questa edizione dei Giochi si decise
di “codificare” la maratona (che fino a quel momento
era su distanze “attorno” ai 40 chilometri): si misurò
il percorso che partiva, in onore della regina, davanti al reale
castello di Windsor per arrivava allo stadio White City, sotto il
palco reale: 26 miglia e 385 yards o 42 chilometri e 195 metri!
Da dire anche che, proprio per risaltarne l’importanza, spesso
la maratona è stata gara conclusiva dei Giochi Olimpici,
mentre, per noi italiani, altri episodi accendono ancora oggi la
nostra fantasia come la vittoria in notturna a Roma di Abebe Bikila
nel 1960, a piedi scalzi, o le esaltanti vittorie nostrane di Gelindo
Bordin a Seoul nel 1988 o l’ancor più recente trionfo
di Stefano Baldini ad Atene 2004. Ma pur essendo una prova dalle
origini antiche con qualche gara che vanta più di 100 edizioni
(vedi la capolista Boston) è solo negli ultimi decenni che
la maratona è esplosa prima come numero di gare in tutto
il mondo, poi come numero di partecipanti. La capostipite di questa
moderna esplosione è stata sicuramente la maratona di New
York, giunta quest’anno alla quarantesima edizione: normale
partenza in sordina con pochi partecipanti, poi, via via che passavano
gli anni, sempre più concorrenti (e sempre più internazionali)
tanto che oggi, superati i 40.000 maratoneti alla partenza si studiano
partenze ad orari differenziati per aumentare ancoragli iscritti.....
Solo per dare qualche cifra che renda in parte conto del livello
planetario della manifestazione è il fatto che gli statunitensi
che vogliono partecipare sono talmente tanti che devono fare una
lotteria per aggiudicarsi il pettorale e che il pubblico presente
sul percorso (spesso anche per sei/sette ore.....) è decisamente
sopra il milione di unità. Il bello è che, ormai,
anche altre maratone nel mondo, come Berlino, Londra, Parigi e alcune
altre maratone statunitensi (Chicago, Boston) hanno raggiunto cifre
di partecipanti e pubblico simili o vicine a quelle newyorkesi...
In Italia il fenomeno è partito leggermente in ritardo e,
anche a livello organizzativo, c’è stata, inizialmente,
tanta buona volontà e scarsa preparazione in materia. La
maratona italiana con più edizioni è quella del Mugello
con 36 edizioni: di sicuro gli organizzatori di maratone, ai primi
passi, non erano molto “ferrati” in materia. Basti pensare
che la prima Maratona di Venezia, corsa 24 anni fa, partì
alle 14 del pomeriggio del 18 maggio 1986, con temperatura ed umidità
molto alte, cosa impossibile da ripetere (giustamente) ai nostri
giorni. A proposito ricordiamo un aneddoto che riguarda il nostro
gruppo podistico: alcuni dei nostri atleti furono al via di quella
prima edizione ma per un paio di loro non andò benissimo
visto che finirono in ospedale disidratati... Tra quelli che la
finirono c’era anche quel Milani Luigi rimasto, oggi, uno
dei pochi ad aver terminato tutte le edizioni della Venicemarathon.
Tornando alle maratone di casa nostra, abbiamo assistito ad un crescendo
di gare su questa distanza (dai 55 ai 60 all’anno) e, come
già detto, ad un aumento deciso di “finisher”
italiani. Un paio di maratone, Roma e Firenze, sono riuscite, addirittura,
a superare la fatidica quota 10.000 iscritti in questo 2009 e, sembra,
siano ancora in crescita. Quali possono essere i motivi di questa
ascesa che porta parecchie persone a pensare alla maratona come
ad uno sport a sè stante, slegato dall’atletica leggera?
Proviamo ad analizzare qualche aspetto.
- La maratona è uno sport “universale”:
oltre che a correre, praticamente, in tutte le città del
mondo, si corre anche a latitudine ed in posti impossibili per altri
sport, vedi maratone nel deserto o oltre il circolo polare artico.
Questo permette di abbinare la propria passione sportiva con la
possibilità di viaggiare e visitare luoghi nuovi, magari
anche con un pizzico di avventura.
- La maratona è, probabilmente,
lo sport più praticato e visto “dal vivo”. Vero
è che molti eventi sportivi hanno pubblici televisivi molto
ampi (come le finali dei campionati mondiali di calcio) ma chi può
vantare i numeri di spettatori sul percorso (oltre un milione) e
di partecipanti (oltre 40.000) delle già citate maratone
più famose al mondo?
- Proprio per questo chi corre la maratona,
a qualsiasi ritmo lo faccia, non è mai solo (come capita
in alcune gare) ma corre sempre in mezzo a tanti altri maratoneti:
il pubblico caloroso che incita, inoltre, oltre ad “aiutare”
non poco nei momenti difficili della gara, dà tanto la sensazione
di una grande festa!
- Nella maratona si parte tutti assieme:
non ci sono distinzioni di nessun genere, al via si è solo
maratoneti! Inoltre i campioni, anche se partono in prima fila,
partono assieme ai “tapascioni”: non è esattamente
la stessa gara ma è molto bello, quando capita, avere la
possibilità di essere al fianco di un “top runner”,
magari nelle fasi di riscaldamento o in quelle pre/post gara.
- La maratona è, comunque vada, una bella avventura: nonostante
la fatica sopportata e indipendentemente dal tempo impiegato, quando
si riesce a portarla a termine è sempre una bella soddisfazione!!
Portare a termine una gara di 42,195 km fa aumentare la fiducia
in se stessi; molti, addirittura, si commuovono e piangono una volta
tagliato il traguardo….
- A parte una percentuale bassissima, di solito, chi parte per una
maratona non lo fa (come in tante gare domenicali) per portare a
casa un premio, una coppa o un trofeo: qua si corre, in generale,
contro se stessi, ma forse neppure “contro”: molti cercano
di migliorare il proprio personale sulla distanza, altri per battere
gli amici di società, i più solo per provare ad arrivare
nelle migliori condizioni possibili!!
- La maratona non è più vista, come alcuni anni fa,
come una distanza inarrivabile: con una preparazione mirata di qualche
mese anche chi ha iniziato a correre da poco può portare
a termine una distanza così impegnativa. Meglio, comunque,
non iniziare a correre con l’obiettivo di fare subito una
maratona (come invece capita spesso …) ma darsi qualche tempo
(di solito un paio d’anni) in modo che il nostro organismo
riesca pian piano ad assimilare il numero crescente di chilometri
che si vanno a percorrere.
Giunti a questo punto la domanda che nasce spontanea è: “ma
dove può arrivare il fenomeno maratona?”. Sicuramente
crescerà ancora il numero di partecipanti così come
ogni anno si assiste anche ad un aumento di pubblico che incita
gli atleti lungo le strade, segno tangibile del consenso crescente
che la disciplina riscuote presso un po’ tutte le persone.
La aziende del settore continueranno ad investire sempre di più
nella maratona, anche perché stimolate da atleti che diventano,
negli anni, sempre più esperti ed esigenti: e le città
di tutto il mondo continueranno ad abbinare la maratona al turismo
locale, visto le 42 km portano migliaia di persone (dobbiamo conteggiare
anche familiari e accompagnatori degli atleti) anche in periodi
“morti” per il turismo. Se poi questa crescita sarà
accompagnata da una crescente consapevolezza che il benessere fisico
e psichico di un individuo passa attraverso una attività
fisica seria e costante (come il podismo) allora, forse, sarà
difficile arrestarla! Buona corsa a tutti.
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