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LA MIA DUE ROCCHE E NON SOLO
Mirko Tessarin
 

Ospite, io e la mia famiglia, per Pasqua da Federico e reduci da abbondanti cene, il 25 aprile ci svegliamo di buon ora in direzione Cornuda di Treviso per partecipare alla 40ª edizione della “Due Rocche”, un vero “culto” per i podisti dell’alto veneto un po’ sconosciuta per i basso polesani.
Caricato lungo la strada anche il buon Roberto, eccoci arrivati; subito salta all’occhio la mole di macchine parcheggiate un po’ dappertutto anche se il tutto è posto in una ampia zona industriale. Parcheggiamo rapidamente, ritiriamo il numero ed il pacco gara e li troviamo Brenno, cugino e compagno di lavoro di Federico, insieme a suo figlio Luca. Notiamo subito anche il numero “inusuale” di donne che ci sono (ed anche la bellezza .....vedi foto) fatto insolito per le gare del ferrarese e del rodigino. Iniziamo il riscaldamento e subito Federico si blocca per un fastidio alla coscia seguito a breve da Luca.
Finito il riscaldamento, con molti dubbi per la mia tenuta sulla distanza, mi sistemo in griglia nel fondo, in mezzo a chi partecipa alla camminata.
Con un colpo di pistola viene dato il via, approfitto della strada larga per cominciare il mio recupero che si interrompe alla prima salita dove non so dove sorpassare.
La strada si fa sempre più ripida e stretta fino a diventare un sentiero, ormai non si corre più, si cammina ma la fatica e tanta, il ritmo cardiaco è basso ma le gambe bruciano, comincia una ripida scalinata e, a questo, punto mi domando “ma chi me la fatto fare!!!”.
Finalmente scollino ma si fa forte l’idea di passare dalla 21K alla 12K.
Per fortuna qualche centinaio di metri mi fanno rinvigorire le gambe e al bivio giro per la 21.
Comincia la discesa, ahi me!! Mi sento veramente impacciato, essendo al mio primo trail mi sorpassano in parecchi, anche perchè non voglio rischiare di cadere come parecchi podisti.
La discesa si fa più facile e comincio ad imparare poi, finalmente, un po’ di pianura, ma dura poco.
Comincia la seconda salita subito in un sentiero, ma le gambe rispondono bene e, visto che c’è lo spazio, comincio a sorpassare; la salita è sempre dura ma, arrivati in cima, vengo ripagato da un magnifico paesaggio tutto in falso piano.
Ricomincia la discesa ma ormai comincio a difendermi e, quando il sentiero si fa un po’ pianeggiante, allungo e supero qualche podista che nelle discese precedenti mi aveva passato.
Terza e forse ultima salita, le gambe girano bene e procedo spedito, l’ascesa è sempre su sentieri ripidi e stretti ma passo anche questa fatica.
Comincia la terza discesa, sempre molto tecnica, le mie gambe cominciano a cedere anche se non dovrebbe mancare tanto.
Finisce la discesa e pregusto già i cinque chilometri di pianura, come sentito da alcune voci ma, purtroppo, per questa edizione, è stata aggiunto uno “strappetto” di circa 600 metri in mezzo a dei vigneti.
Con tanta fatica scollino per l’ultima volta, una rapida discesa e finalmente la pianura.
Sono solo tre chilometri ma le gambe cominciano a girare bene ancora, l’ultima fatica è un cavalcavia dove, solo in quel punto, supero una ventina di persone esauste poi, finalmente, il traguardo: 2h 16’,44” il mio tempo.
Giusto complimentarmi con l’organizzazione in genere, per i ristori numerosi lungo il percorso
e all’arrivo, anche perché non e semplice dare da mangiare a 3.300 podisti.
Unica nota dolente un pacco gara un po’ scarso.

Saluti da Mirko!!

Le classifiche

         
     
 
 
 
             
         
                                     
     
                                     
     
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