VENICEMARATHON, LA FESTA PER GLI AMATORI, IL “BUCO” PER L’ORGANIZZAZIONE

32ª edizione per la “Venicemarathon”, disputata ieri, con una altissima partecipazione: si parla di circa 13.000 partecipanti, visto che alla classica 42 chilometri e 195 metri si è aggiunta anche la 10K, dal Parco San Giuliano al traguardo della maratona, in Riviera Sette Martiri. Poco meno di 6000 gli arrivati, una grande festa non fosse altro che, portare un così alto numero di persone in una delle città logisticamente più difficili al mondo, non è impresa da poco. Bravissimi tutti in nostri atleti al traguardo con Aldo Penzo a capeggiare la fila in 3h 05’,59”, seguito da Fabio Sarto (3h 24’,16”), le nostre debuttanti rosa Nicol Poncina (3h 30’,24”) e Francesca Moscardo (3h 39’,58”), da Sandro Bergantin (3h 41’,10”), Elena Salmistraro (3h 41’,09”), Marco Misiani (3h 53’,21”), Lara Equisetto (3h 53’,15”), Ugo Doati (3h 59’,29”), Stefania Panfilio (4h 07’,45”), Monia Panfilio (4h 13’,37”), Luca Boscolo (4h 29’,04”), Lodovico Brajato (4h 31’,11”) e Lorella De Bei (4h 39’,27”) a chiudere la fila degli avissini. E un altro bel gruppetto nella 10K con Felice Russo, Martina Bondesan, Maurizio Tenan, Giampietro Berti e Paolo Moretto. Ma non si può tacere pure il grande buco organizzativo con il gruppetto dei battistrada finito, attorno al 27° km, incredibilmente in tangenziale: e, badate, stiamo parlando di una manifestazione che si fregia del “Gold Label” della IAAF, mica della “Corsa dei Ciccioli”, con tutto il rispetto per gli amici di Bagnacavallo….. Non è il caso di esagerare ma neppure di far passare la cosa in secondo piano, perché, magari, Eyob Faniel avrebbe vinto lo stesso (secondo noi si, visto il ritmo tenuto dell’azzurro di origine eritrea negli ultimi 10 km, ma vallo a dire ai 4 su 6 del gruppetto ritirati e ai 2 stremati al traguardo) ma non si è sfiorata la tragedia solo perché un fotografo, accortosi dell’errore, si è fermato per rallentare i veicoli che sfrecciavano dalle parti di Mestre … Forse non il modo migliore di ricordare uno dei “padri” di questa manifestazione, Claudio Zamengo, scomparso ad aprile. Episodi del genere se ne possono raccontare molti, anche Ruggero Pertile, ora allenatore di Faniel, può citarne uno che, molto probabilmente, gli ha fatto perdere una Firenze Marathon, ma speriamo che non si ripetano più soprattutto in gare internazionali. Con buona pace degli amatori che continueranno ad amare questa maratona, con uno dei percorsi più incredibili e suggestivi al mondo.

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