MOONLIGHT DALLA GRIGLIA ROSSA

Nicoletta Casarotto, Jesolo (Ve) 27 maggio

Ricorre il quarantesimo del gruppo podistico AVIS Taglio di Po, il direttivo della società raccomanda la presenza di tutto il gruppo, ma io e la mia amica/collega Ambra non ci saremo. Siamo consapevoli che mancheremo ad un appuntamento importante e ci dispiace, ma abbiamo deciso da mesi di farci un regalo avverando il desiderio di partecipare alla Moolight Half Marathon di Jesolo, dopo aver partecipato due anni a fila alla 10 km. Io ed Ambra abbiamo iniziato insieme e per gioco a correre; grazie alla corsa possiamo incontrarci, regalando qualche momento di pausa ai nostri pensieri e dialoghi a carattere prevalentemente lavorativo. Cosi’ parto, di soppiatto ed in sordina, per andare a prenderla sabato mattina, con il cuore che palpita e la solita “paura” mista ad entusiasmo che precedono una mezza maratona, date le mie davvero modeste capacità podistiche. La mezza maratona per me è un impegno ambizioso, causa la mancanza di tempo e stanchezza cronica, non mi preparo mai adeguatamente e la mia unica speranza/obiettivo è quella di riuscire a portarla a termine senza cedere. Jesolo è anche una ghiotta occasione: paesaggi lagunari mozzafiato, la vita e le luci della famosa località turistica, l’elevato numero dei partecipanti che può garantirmi una posizione un po’ meno disastrosa del solito nella classifica finale. ..Giunte alla località, la prima persona che incontriamo è un signore sulla cinquantina, assolutamente sconosciuto e vestito in borghese che si avvicina e, guardando il mio zaino rosso fiammante griffato, si rivolge a me con tono sorpreso : Podisti Taglio di Po? Ma allora domani non andate alla gara della VOSTRA SQUADRA??? Ci guardiamo negli occhi e rimaniamo senza parole. Un giorno scoprirò chi lo ha pagato per pedinarci e centrare così precisamente l’obiettivo di farci sentire in colpa… Un podista di Padova … ci disse di essere.. mah! Partiamo con il bus navetta delle 17.00 e sbagliamo subito, perché la gara inizia alle 20.00, ma noi avevamo paura di fare tardi …inoltre, dopo una lunga indecisione su cosa portare nella sacca e cosa indossare, sbagliamo ancora lasciando le sacche al punto di partenza della navetta. Bene! Si vede proprio che siamo due podiste navigate… Lo sapeva anche il parcheggiatore dove andavano lasciate le sacche… ma noi no! Sicure a spron battuto : lassemola so lì ca va ben! Arrivate a punta Sabbioni scopriamo che si tratta di una scogliera totalmente al sole, attrezzata solo di un furgoncino dei panini ed un punto ristoro che distribuisce bottigliette di acqua. Essendo state tra le prime ad arrivare, ci prendiamo lo scoglio più bello e comodo per goderci lo spettacolo. Arrivano decine di bus che scaricano centinaia e centinaia di podisti allegri e colorati. Il sole spacca le pietre, ma una leggera brezza aleggia sul mare scintillante che ci osserva, mentre alcune barche a vela tagliano l’orizzonte. Uno scenario bellissimo ad accompagnare le prossime due ore e mezza di attesa. Guardo la zona della partenza e vedo distanze molto elevate tra le bandiere colorate che dividono le griglie… ma quanti saremo??? Dicono 5.000.. Nell’attesa la scogliera lentamente si popola di un formicolio di colori, fino a dove l’occhio si perde. Si avvicina l’ora e una lunga processione inizia in direzione delle griglie. Così’ anche noi , un abbraccio di auguri e ci separiamo. A me spetta la griglia rossa, l’ultima, e mentre osservo le persone che mi circondano, penso a quanto mi sento fortunata a vivere queste esperienze. Vedo gente emozionata, sguardi che tradiscono ansia, e quell’energia positiva che percepisco spesso a queste gare così affollate. La musica aumenta il senso dell’attesa e in quel momento ricordo che devo prendere un integratore, sono già in ritardo secondo un noto esperto di famiglia..ancora una volta la mia esperienza mi guida: da un buco troppo piccolo me ne spruzzo metà sulla maglia. Mi rimarrà appiccicata fino alla fine. Non importa, sono troppo emozionata per infastidirmi di questo dettaglio.
Una telefonata inaspettata delle mie figlie, dal tempismo perfetto, mi da il tocco finale . ‘Dai mamma che ce la fai’ pronunciano insieme. Ma non dovrebbero essere i genitori ad incitare i figli? Il nodo alla gola non era previsto alla partenza, ma scatena un effetto immediato sostituendo la metà integratore spappolato sulla maglia.. Il sole si sta avvicinando all’orizzonte e il cielo si colora di rosso, per le prossime due ore dovro’ raccogliere tutte le mie forze ed i pensieri e correre, correre, correre. Vicino a me una ragazza straniera mi chiede qualche informazione sulle luci del percorso. Da grande esperta di gare notturne, le rispondo che sicuramente tutto sarà ben illuminato.. più tardi penserò che avrei potuto starmene zitta o semplicemente dire che non lo sapevo. Alle luci del tramonto partiamo e la scena è bellissima. L’euforia che mi circonda è contagiosa, persone che desiderano mettersi alla prova divertendosi, gente che ride, che scherza con il pubblico al margine della strada, che a sua volta incita con grida e applausi. Mi sento viva e felice e vorrei che i miei cari, i miei amici, fossero con me per regalargli questi momenti preziosi. Quante volte capitano in una vita? Così i km cominciano a scorrere e fino a 10 mi sento forte e speranzosa. Cala il buio e, nonostante sia sempre circondata da gente ,provo un po’ di smarrimento per il timore di mettere il piede in fallo e così rallento gradualmente per i prossimi tre/quattro km. Le luci di Jesolo sono ancora lontane e non mi aspettavo questo tratto così oscuro. C’è silenzio, la fatica prende il posto dell’euforia e tutti iniziano la loro battaglia personale con la sfida della griglia rossa, che è anche la mia.. arrivare al traguardo! Ma mi sentiro’ compresa e sostenuta nella fatica da quel momento in poi fino alla fine. La corsa mi insegna a credere in me, a non mollare e a comprendere. Tante volte non so come fare a spiegarlo alle persone. Bisogna solo provarlo. Mentre entro nel viale centrale che porta all’arrivo, mancano ancora 2.5 km. Interminabili. Le gambe sono diventate pesanti ma so che tra poco vedrò il traguardo. Le persone intorno lottano con grande dignità per portare a termine il loro impegno. E’ gente che non ha niente di atletico, che sa che dovrà accontentarsi del risultato, ma che sta sicuramente soffrendo come me. Un gruppo che mi precede corre a braccetto per non lasciare indietro nessuno. E imparo un altra lezione. La folla intorno si infittisce e osserva abbastanza silenziosamente.. chissà cosa pensano… dopo aver visto scorrere migliaia prima di noi, quasi sicuramente penseranno che questo non è il nostro sport, che stiamo perdendo tempo.
L’anno scorso ricordo molti più bambini che attendevano il cinque e che incitavano. Ma forse l’ora è troppo tarda. Correre per un bambino è un’attività normale, più di camminare…penso che forse soltanto non abbiamo smarrito questo concetto crescendo, forse sappiamo ancora sentirci bambini. Chissà. Arriviamo ad un traguardo inondato di luce, di voci e di musica, uno speaker instancabile ci accoglie come se fossimo i primi. E la gioia pura prende il sopravvento. Ce l’ho fatta e sono ancora viva.. in griglia rossa si pensa anche così! Ambra mi ha aspettato e subito mi racconta di aver faticato tanto rispetto alle altre mezze, ma anche lei è felice e questo è il risultato più grande che auguro a tutti. Ho vissuto una grande emozione che mi fa sentire orgogliosa dei miei piccoli risultati e di partecipare al gruppo podistico Avis Taglio di Po. Perdonerete questo racconto emotivo e poco tecnico, ma sento di doverlo a tutti coloro che si adoperano perché il gruppo esista, alla mia famiglia che mi sopporta e mi sostiene, alle persone speciali che incontro spesso in queste occasioni e quelle con le quali condivido questi momenti. E’ vero, non sono stata presente ad una festa importante della squadra, ma ci tengo a dire che essere di questa squadra mi regala tanti momenti di festa e, soprattutto, un grande onore.
L’onore di correre in griglia rossa.

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